VIDEOSORVEGLIARE E' MEGLIO CHE CURARE

La sicurezza nelle nostre abitazioni inizia facendo scelte sicure e alcune telecamere ci possono aiutare a prevenire furti, intrusioni e atti vandalici.

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E' INTELLIGENTE E INNOVATIVO IL TERMOSTATO DELLA CASA DOMOTICA

Sono ancora poco diffusi e conosciuti, ma esistono innovativi dispositivi domotici per climatizzare la casa che fanno la differenza.

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LA TELECAMERA SOSTITUISCE IL TRADIZIONALE IMPIANTO DI ALLARME

Innovazione tecnologica e sofisticati algoritmi di video analisi e deep learning consentono oggi di superare i limiti dei tradizionali impianti di allarme.

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NUOVI DISPOSITIVI DOMOTICI CHE SANNO RICONOSCERE I GESTI

Si amplia e migliora la usability, con le nuove tecnologie basta un semplice movimento della mano per interagire con la Domotica.

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BROCHURE, GUIDE, TUTORIAL, MANUALI E FILE TECNICI.

Linea Light è una rinomata e innovativa azienda operativa nel mondo dell'illuminazione con una forte presenza internazionale ed è stata tra le prime realtà in Europa a specializzarsi nella tecnologia LED.
Tutta la manualistica e la documentazione che è stata selezionata e raccolta in questa pagina è pubblicata online in un'area riservata ed è scaricabile esclusivamente dagli utenti del Blog che si sono registrati e che dispongono delle necessarie autorizzazioni e credenziali di accesso.

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NO ALLE TELECAMERE FINTE INSTALLATE PER DETERRENZA.

E' fuori discussione la tesi che un ottimo impianto di videosorveglianza possa svolgere un'efficace azione deterrente, dissuadendo con la propria presenza, evidenziata anche da appropriata cartellonistica informativa, criminali, delinquenti e malintenzionati dall'introdursi indebitamente in proprietà altrui, come abitazioni, contesti condominiali, edifici aziendali o esercizi commerciali.

Molti pensano quindi che installare una telecamera finta a scopo deterrente sia un modo innocuo, semplice, rapido ed economicamente conveniente per garantirsi, di fatto, una sicurezza aumentata.
In realtà, codici e norme di legge alla mano, gli impianti fittizi di videosorveglianza sono illegali.
Per le stesse ragioni, in mancanza di un vero e proprio impianto di videosorveglianza non è consentito neanche esporre i consueti cartelli informativi, ormai molto diffusi, che invece devono attestarne pubblicamente la reale sussistenza.
E' bene pertanto essere consapevoli di cosa implica dal punto di vista legale l'installazione di una telecamera finta a scopo deterrente, ovvero la sola affissione di cartelli informativi relativi alla presenza di un fantomatico impianto di videosorveglianza.
In primis, giova evidenziare, analizzare e indicare i princìpi ispiratori della legge in vigore in materia di videosorveglianza e del Codice della Privacy (Art. 13 D. Lgs. 196/2003), nonché l’orientamento a riguardo del Garante formulato nel c.d. "Provvedimento generale sulla videosorveglianza" ed emanato l'8 aprile 2010.
In estrema sintesi, con riferimento agli impianti di videosorveglianza i nostri legislatori si sono ispirati a 4 concetti giuridici fondanti:


✔  LA LICEITA'

Definita dagli Artt. 18/20 per i soggetti pubblici nello svolgimento di funzioni istituzionali e dagli Artt. 23/27 per i soggetti privati, è intesa come un consenso libero, ma espresso, in adempimento a obblighi di legge, con un bilanciamento di interessi tra le parti che deve essere valutato e deciso dal Garante.


✔  LA NECESSITA'

Un sistema di videosorveglianza costituisce in ogni caso un vincolo per il cittadino e deve, pertanto, sottostare a regole precise che ne impediscano un suo uso (o abuso) eccessivo, distorto e/o comunque superfluo, se non addirittura inutile, che renderebbe quindi illecito qualsiasi trattamento delle immagini catturate dalle telecamere.


✔  LA PROPORZIONALITA'

La videosorveglianza può essere adottata dal titolare dell'impianto solo e soltanto se realmente proporzionata al contesto e agli scopi prefissati.
Il requisito della proporzionalità apre inoltre un altro interessante dibattito di legittimità (spesso disconosciuta) in merito al corretto numero e alle congrue caratteristiche tecniche e prestazionali delle telecamere installate.
Infatti, a norma di legge, non sarebbe consentito impiegare un numero eccessivo di telecamere, per esempio, in un piccolo e modesto atrio condominiale, né al contrario affidare a un'unica telecamera il compito di videosorvegliare un'area molto estesa e articolata.


✔  LA FINALITA'

Gli scopi perseguiti dal titolare dell'impianto di videosorveglianza devono essere determinati, espliciti, documentati e, soprattutto, legittimi.


In particolare, va rimarcato che la videosorveglianza si rende necessaria (e quindi è ammessa dalla legge) quando il titolare la adotta per aumentare la sicurezza all’interno o all'esterno della propria abitazione o dei luoghi dove svolge la propria attività produttiva, industriale o commerciale, ovvero anche semplicemente per agevolare in futuro il proprio diritto di difesa, in sede civile e penale, con l’ausilio di immagini riguardanti fatti ed eventi illeciti.
In questo caso l’informativa deve essere esaustiva sotto ogni profilo: deve cioè includere cartelli e comunicazioni ben visibili, che devono indicare con la massima chiarezza e senza ambiguità che quell'area o zona è appunto videosorvegliata per motivi di sicurezza.




Se queste sono le premesse alle norme in vigore, deve risultare evidente a tutti che l’installazione di una telecamera finta, oppure sempre spenta, disattivata o inattiva, e messa in loco solo a scopo deterrente, è fuorviante rispetto al dettato normativo e all’orientamento del Garante, perché o l’installazione di un impianto di videosorveglianza si rende necessario e indefettibile per ragioni di sicurezza e difesa dei cittadini in un’ottica di bilanciamento e di contemperamento di interessi e di diritti costituzionalmente garantiti, oppure l'impianto di videosorveglianza non è necessario e quindi è superfluo e inutile a garantire la sicurezza pubblica.

Pertanto, se un impianto di videosorveglianza non è considerato necessario, non deve e non può essere installato.
Peggio ancora se esso viene installato solo per motivi di deterrenza.
In questo caso, l’illiceità della causa sarebbe in "re ipsa" perché fuorviante sia rispetto alla norma regolatrice dei princìpi ispiratori in materia di videosorveglianza sia rispetto all’interpretazione autentica che di essa rende il Garante.
Lo scopo deterrente della telecamera si pone quindi in stridente contrasto con la ratio legis in materia, perché permeabile a qualsiasi applicazione incontrollabile e pericolosamente estensiva della norma in questione.
Addirittura, si potrebbe considerare lo scopo della deterrenza, quale quello assorbente per l’installazione di un pseudo impianto di videosorveglianza, un’ipotesi di reato che contempla il delitto di violenza privata (Art. 610 c.p.).
Per altro verso, l’installazione fittizia di un impianto di videosorveglianza in un’area privata accessibile al pubblico, come ad esempio il parcheggio di un supermercato, pone problemi di responsabilità concorrente (contrattuale ed extracontrattuale) a carico del titolare dell’esercizio commerciale e del fittizio impianto di videosorveglianza, in quanto nel caso in cui un fatto illecito si compia a danno del privato cliente, quest'ultimo si troverebbe a non poter utilizzare il dispositivo elettronico di registrazione dell’evento denunciato per finalità di risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, con l’aggravante che verrebbe meno, fatto ancor più grave, anche la possibilità da parte dell’autorità giudiziaria inquirente di poter utilizzare il finto impianto (indebitamente segnalato e presente) per reprimere reati gravi quali la rapina, il furto, le lesioni personali e per risalirne agli autori.
La distorta consapevolezza della presenza di un impianto di videosorveglianza, che in realtà è però fittizio e non funzionale, potrebbe inoltre indurre il comune cittadino ad abbassare le proprie soglie di guardia e attenzione rispetto a potenziali atti criminosi e ad assumere conseguentemente nei confronti della criminalità comportamenti e atteggiamenti più vulnerabili o poco preventivi.
Ad esempio, si immagini il caso della signora anziana che passeggia spensieratamente col cagnolino durante le ore notturne su un piazzale condominiale che ritiene, erroneamente, essere "sicuro" perché appunto (fittiziamente) videosorvegliato.
Da ultimo, è bene considerare che una telecamera finta è spesso facilmente identificabile e individuabile come tale da una persona esperta e che, purtroppo, competenze e conoscenze tecniche sono sempre di più patrimonio comune anche dei professionisti del crimine.
Pertanto, anche sulla reale efficacia dissuasiva di una telecamera finta ci sarebbe comunque ancora molto da discutere e argomentare.


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TIPOLOGIE DI CABLAGGIO STRUTTURATO PER IL NETWORKING.

Lo sviluppo del web e l'impiego sempre più massivo di apparecchiature elettroniche (IoT) in grado di comunicare in rete col protocollo TCP/IP inducono progettisti di impianti domotici, installatori e utenti appassionati di informatica a ricercare soluzioni tecnologiche con prestazioni sempre più spinte.

Ciò nonostante, continua a sfuggire a molti l'importanza della corretta identificazione e scelta dei cavi Ethernet, i cosiddetti cavi con connettore RJ45, in quanto non essendo tutti uguali ed equipollenti essi possono inficiare la larghezza di banda e le velocità trasmissive, compromettendo conseguentemente le prestazioni dei dispositivi connessi.
E' quindi opportuno conoscerne bene le varie tipologie e le differenti caratteristiche tecniche, che pongono anche delle limitazioni di tipo applicativo.

La sigla RJ45 (dall'inglese Registered Jack tipo 45) indica un'interfaccia fisica usata per l'attestazione di cavi elettrici a coppie di conduttori tra loro incrociati (twisted pair).




Trattasi in buona sostanza di un connettore 8P8C, ovvero a 8 posizioni e 8 contatti (pin), che può essere usato per varie applicazioni.
I cavi di rete con connettore RJ45 sono quindi composti da 8 fili conduttori contorti, divisi in 4 coppie, con colori diversi (marrone, arancio, verde e blu), alcuni uniformi altri aventi delle righe bianche.
A differenza delle apparecchiature telefoniche, che utilizzano il più piccolo, ma simile connettore RJ11, il connettore RJ45 è utilizzato per il cablaggio delle reti locali (LAN) secondo gli standard Ethernet / IEEE802.3 10Base-T, 100Base-TX e 1000Base-T, anche se con una configurazione dei contatti (pinout) leggermente diversa da quella originariamente definita dallo standard.
L'originale disposizione progressiva delle coppie verso l'esterno, a partire dai contatti centrali, non è infatti risultata compatibile con le alte velocità trasmissive richieste, a causa della distanza troppo elevata dei conduttori delle coppie più esterne presenti sul connettore.

Pertanto, per risolvere la questione sono stati sviluppati due standard di cablaggio, definiti EIA/TIA-568A ed EIA/TIA-568B, che differiscono fra di loro solo per l'inversione delle coppie 2 e 3.
I due standard presentano inoltre una diafonìa diversa, dovuta al differente passo di avvolgimento delle coppie.




Lo schema di cablaggio maggiormente utilizzato è l'EIA/TIA-568B, che è il più recente ed ha anche una diafonìa minore rispetto a quella del EIA/TIA-568A.




Comunque sia, nell'estendere reti già esistenti è necessario rimanere coerenti con lo standard precedentemente utilizzato.




Le diverse tipologie di cavi di rete sono classificate in categorie numerate (CAT) sulla base delle seguenti caratteristiche:

CAT1 Utilizzata anticamente per reti telefoniche POTS e ISDN, categoria ora abolita.
CAT2 Utilizzata negli anni passati per reti Token, categoria ora abolita.
CAT3 Utilizzata per reti fino a 16 MHz, velocità di 10 Mbit/s e distanze fino a 100 metri.
CAT4 Utilizzata nelle reti Token fino a 20 MHz e con distanze fino a 100 metri.
CAT5 Utilizzata per reti fino a 100 MHz, velocità di 100 Mbit/s e distanze fino a 100 metri.
CAT5e Utilizzata per reti fino a 100 MHz, velocità di 1000 Mbit/s (ossia 1 Gbit/s) e distanze fino a 100 metri.
CAT6 Utilizzata per reti fino a 250 MHz, velocità di 10 Gbit/s e distanze fino a 100 metri.
CAT6e Utilizzata per reti fino a 500 MHz, velocità di 10 Gbit/s e distanze da 37 a 55 metri.
CAT7 Utilizzata per reti fino a 600 MHz, velocità di 10 Gbit/s e distanze fino a 100 metri.
CAT7e Utilizzata per reti fino a 1000 MHz e per far coesistere sullo stesso cavo telefono, TV e rete IP.
CAT8 Utilizzata per reti da 1200 MHz a 1400 MHz, categoria ancora in fase di sperimentazione.
Più il numero di categoria del cavo diventa alto, più quindi esso è capace di eliminare le interferenze, migliorando l'isolamento dei suoi fili conduttori.
I cavi più comuni sono il CAT5, il CAT5e, il CAT6, il CAT6e.
Tra i cavi CAT5 e CAT6 ci sono due fondamentali differenze fisiche: il numero di torsioni per centimetro di filo e lo spessore della guaina.
Il CAT5 è il cavo più lento del gruppo e, anche se in grado di gestire velocità di 10/100 Mbit/s (Fast Ethernet) a larghezza di banda fino a 100 MHz, è ormai da considerare obsoleto.
Se si usano ancora cavi di questo tipo, vale la pena sostituirli.
Il cavo CAT5e (detto CAT5 enhanced) è usato ancora massivamente nei nuovi impianti, in quanto capace di ridurre notevolmente le interferenze e di consentire una velocità trasmissiva massima di 1 Gbit/s.
Il cavo CAT6 produce un ulteriore miglioramento prestazionale ed è adatto per reti Ethernet veloci da 10 Gbit/s con larghezza di banda fino a 250 MHz.
Il cavo CAT6 dispone anche di un separatore interno che isola le coppie di fili l'una dall'altra e dovrebbe essere la soluzione ottimale per il cablaggio di abitazioni con avanzati impianti domotici.




I cavi di rete si dividono anche in schermati (STP) e non schermati (UTP).
Poiché tutti i cavi Ethernet sono intrecciati, assume rilevanza l'uso di schermatura per proteggere ulteriormente il cavo dalle interferenze.

Il doppino ritorto non schermato (UTP) può essere utilizzato per collegare i computer alle prese di rete a muro, mentre per cablaggi sottotraccia o in aree outdoor con elevate interferenze, come ad esempio parchi pubblici e giardini, sarebbe opportuno impiegare solo cavi di rete del tipo STP.
I cavi STP sono ovviamente più costosi, ma hanno il vantaggio che il segnale può essere trasmesso senza problematiche anche sulla lunga distanza.
Tutti i cavi UTP dovrebbero invece, in teoria, tenere bene fino a lunghezze di massimo 100 metri dallo switch o host.
Se ci fosse bisogno di realizzare cablaggi più lunghi, conviene usare un apparecchio intermedio (repeater o hub) che colleghi tra loro due cavi di rete da 100 metri ciascuno, piuttosto che usare un unico cavo lungo 200 metri.


✔  POWER OVER ETHERNET

Si definisce Power over Ethernet o PoE (suo acronimo) una tecnica consolidata che permette di alimentare apparecchiature elettriche utilizzando lo stesso cavo che le collega alla rete dati.

Alcuni cavi Ethernet possono quindi trasportare, insieme ai dati, anche l'energia necessaria per alimentare i dispositivi di rete.
Nei cavi per reti con velocità massima di 100 Mbit/s, solo due delle quattro coppie di fili conduttori sono realmente utilizzate e quindi le coppie rimanenti possono essere appunto impiegate per distribuire un'alimentazione elettrica.
Il PoE è molto utile allorché vi siano difficoltà nel reperimento di fonti energetiche in prossimità delle terminazioni o anche, più generalmente, per ridurre il numero di elementi e cavi che compongono l'architettura di rete.
Ad esempio, un telefono VoIP collocato su una scrivania potrebbe essere alimentato in PoE direttamente dal medesimo cavo di rete, eliminando pertanto l'alimentatore elettrico con il relativo cablaggio e rendendo così l'installazione più semplice e pulita.
Le regole di funzionamento del Power over Ethernet (PoE) sono state definite dalle norme IEEE802.3af e, successivamente, IEEE802.3at.




Per il momento, queste tecniche sono utilizzate soprattutto nell'alimentazione di apparecchiature che consumano massimo poche decine di Watt, come telefoni VoIP, access point, videocitofoni IP e telecamere di videosorveglianza.
Per sfruttare il PoE è necessario comunque disporre anche di un apposito PoE switch o PoE injector che lo supporti.


✔  CABLAGGIO CROSSOVER

Infine, occorre menzionare anche l'esistenza del cosiddetto cablaggio crossover, realizzato con cavo di rete incrociato.
Il cavo incrociato inverte le coppie dei fili e si impiega solitamente per creare mini reti collegando direttamente due computer senza usare un router, oppure per consentire di espandere una rete collegando tra loro più router e/o switch.


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GLI SMART SPEAKER AL SERVIZIO DELLA CLIMATIZZAZIONE.

Come ormai noto, Google Home è uno dei migliori e più diffusi assistenti vocali o Smart Speaker disponibili sul mercato, oggi in grado di operare parlando e interpretando accuratamente dei comandi vocali anche in lingua italiana.
Trattasi di un piccolo dispositivo domestico dotato di altoparlante e microfono, connesso in Rete (IoT) e capace, attraverso un semplice comando vocale, di ascoltare, interpretare ed eseguire variegate richieste dell'utente, come per esempio effettuare una ricerca sul web o fornire la risposta a un quesito personale.

Google Home è stato però concepito e progettato pensando principalmente al futuro della Domotica e ne è diventato presto un elemento importante, se non essenziale in molti impianti di primo livello, in quanto può appunto direttamente interagire con un discreto numero di sofisticati dispositivi domotici e innovative apparecchiature elettroniche, tra cui anche l'eccellente termostato intelligente sviluppato e commercializzato da Nest.
Ecco quindi un sintetico elenco dei comandi vocali più apprezzati e più frequentemente utilizzati per comandare e/o tenere sotto controllo (anche da remoto) la climatizzazione ambientale quando nella Smart Home è presente il mitico Nest Learning Thermostat:


Accendi termostato

Spegni termostato

Accendi riscaldamento

Spegni riscaldamento

Quale è la modalità del termostato?

Quale è la temperatura del termostato?

Quale è l'umidità del termostato?

Imposta temperatura a 20 gradi

Alza temperatura di 2 gradi

Abbassa temperatura di 2 gradi

Aumenta temperatura di 2 punto 5 gradi

Diminuisci temperatura di 2 punto 5 gradi

Accendi modalità ECO


Ovviamente, il testo del comando vocale evidenziato in rosso può essere liberamente personalizzato in funzione delle proprie esigenze.




Il dispositivo Google Home è inoltre in grado di recepire un dizionario di comandi vocali molto più esteso e variegato, peraltro implementando funzionalità (non solo domotiche) sempre più numerose, utili e interessanti.

Nest consiglia di affidare l'installazione e la configurazione del proprio termostato esclusivamente a tecnici e professionisti certificati, ufficialmente denominati Nest Pro, quindi tecnicamente competenti, addestrati ed esperti conoscitori del prodotto, in modo che le notevoli e innovative prerogative del termostato non siano pregiudicate da una messa in opera e in servizio non ottimale e/o da una configurazione superficiale, se non addirittura impropria e scorretta.




LivingTECH ha conseguito la certificazione Nest Pro (Nr. 869-13C) e oltre che commercializzare in tutta Italia il termostato e gli altri prodotti di Nest offre nelle provincie di Bergamo, Lecce e Taranto prestazioni professionali e servizi qualificati di installazione, configurazione, messa in servizio e assistenza tecnica, nonché l'integrazione funzionale con assistenti vocali e con impianti domotici.
Una dettagliata guida all'uso dell'assistente vocale di Google completa di tutti i comandi vocali disponibili è scaricabile da questo sito.


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